domenica 5 maggio 2019

ALBERT CAMUS E "LA COMMEDIA DEI FILOSOFI"

In qualche post precedente ho raccontato la prima giornata (25 aprile 2019) del Festival della filosofia d'a-Mare di Castellammare del Golfo. 
Impossibile dare conto delle relazioni in plenaria, dei laboratori di con-filosofia e del confronto assembleare nel secondo, terzo e quarto giorno (26-28 aprile): qualche frammento ce lo ha offerto nel suo blog Alberto Giovanni Biuso sia preventivamente (https://www.biuso.eu/category/eventi/) che consuntivamente (https://www.biuso.eu/2019/05/01/contro-letica/); qualche altro flash è in viaggio dai trulli di Ostuni... D'altronde una delle caratteristiche della filosofia-in-pratica è proprio la preferenza per l'oralità: poiché la moltiplicazione giornaliera nel mondo di testi cartacei e digitali non "più commisurata alle forze umane" fa sì che "legittimità e senso della filosofia non possono più essere allocati nella produzione di testi filosofici" (Davide Miccione, Lezioni private di consulenza filosofica, Diogene Multimedia, Bologna 2018, pp. 87 - 88),  la scommessa della "filosofia di strada" è riscoprire l'avventura del dialogo vivo, a trecentosessanta gradi, senza argini prestabiliti, che certe volte si fermerà a livello di una conversazione da bar e certe altre sprigionerà delle intuizioni preziosamente originali. 
La filosofia, se non si chiude autoreferenzialmente in sé stessa, ha sempre cercato di esprimersi in vari linguaggi: lettere, trattati, romanzi, diari, novelle, poesie...E, ovviamente, anche attraverso il teatro e il cinema. Manuela Pascolini e Antonio Carnicella hanno voluto regalarci, la sera di sabato 27, presso il Teatro comunale "Apollo - A.R. Guadagno", la lettura interpretata di un testo poco noto del filosofo Albert Camus.
Più sotto un brevissimo frammento della performance dei due amici (altrettanto bravi che belli) , integrata dagli apprezzati interventi al pianoforte di Giorgio Gagliano. Ma prima riporto il foglio, distribuito ai presenti,  con cui Antonio Carnicella ha voluto presentare la pièce teatrale del pensatore franco-algerino:

La Commedia dei filosofi è una satira politico-filosofica alla Molière scritta da Albert Camus. Fin dal titolo originale, L’impromptu des philosophes, è appunto un impromptu, un’improvvisazione, il risultato di un’urgenza decretata dall’attualità, come i corsivi che scriveva su Combat, uno degli organi ufficiali della resistenza francese di cui divenne poi direttore. Lo spunto, comunque, doveva essere una situazione particolarmente bruciante e coinvolgere persone a lui vicine, poiché nell’arco della sua breve vita Camus non ha mai pubblicato la pièce né messa in scena e neppure datata. Si è limitato a lasciarla in mezzo ad altro materiale d’archivio, firmata con lo pseudonimo di Antoine Bailly, e i curatori della sua opera, tra cui la figlia Catherine, hanno faticato non poco ad attribuirle una datazione precisa. 
Leggendo il testo appaiono subito chiari i motivi di tale riserbo. La Commedia è infatti ricca di spunti sarcastici nei confronti dell’Esistenzialismo e cita ampiamente testi di Heidegger, Sartre e Merleau Ponty. Confrontando questi riferimenti con gli appunti lasciati nei Taccuini, i curatori hanno potuto ricondurre la composizione al 1947, momento in cui la vita politica e intellettuale francese è in gran fermento. Con il secondo conflitto mondiale appena finito e la Guerra fredda alle porte, agli intellettuali è richiesto di schierarsi in maniera manichea pro America o pro Russia. 
Alla fine del 1946, nell’amicizia tra Camus e Sartre, nata nel 1943, si aprono le prime crepe. Sartre, infatti, appoggia la causa comunista e l’idea di rivoluzione che deve liberare gli europei dal giogo americano. Camus, invece, in una serie di articoli dal titolo Né vittime né carnefici, esprime la sua terzietà militante, socialista e libertaria, invocando una vera democrazia liberale e rappresentativa. Tempi Moderni, rivista di cui Sartre era direttore, pubblica un capitolo di Umanismo e Terrore di Maurice Merlau Ponty, fenomenologo e comunista come Sartre, che magnifica il modello sovietico. Camus, non può tollerare l’esaltazione di un regime totalitario, dei gulag e delle deportazioni di massa e risponde duramente. Il confronto diretto avviene durante una cena. Camus attacca Merlau Ponty, Sartre prende le parti di quest’ultimo e Camus se ne va sbattendo la porta.
È in questo scenario che, con tutta probabilità, nasce l’urgenza che conduce Camus a scrivere, l’impromptu, che anticipa e rinvia la famosa querelle, che divamperà nel 1951 dopo la pubblicazione de L’uomo in rivolta. Ma un litigio, come scriverà Sartre dopo la morte di Camus, non è nulla (…) non è che un altro modo di vivere insieme. Ed infatti non è questa contrapposizione politico-ideologica a rendere interessante la  Commedia per un festival di filosofia pratica, quanto la concezione camusiana della filosofia e del mestiere di filosofo che emerge nel testo attraverso il confronto tra i personaggi principali. Da una parte troviamo il signor Nulla, prototipo del filosofo accademico che parla attraverso frasi altisonanti e inquadra il mondo in formule astratte, cui fa da eco la creduloneria del signor Vigna, lo sprovveduto di turno che accetta in toto le sue miracolose teorie; dall’altra la moglie e la figlia del signor Vigna, contro il cui senso pratico si vanno, invece, a schiantare quelle assunzioni che non trovano nessun appiglio nella realtà. 
     

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com

sabato 4 maggio 2019

LE MOLTE FACCE DELL'AMORE

La bella, intensa, serena, vivace conversazione di ieri sera al Liceo classico "Scaduto" di Bagheria con il noto filosofo cattolico Giuseppe Savagnone è stata per me l'occasione di ripensare alcune tematiche toccate recentemente anche in alcune sessioni del Festival della Filosofia d'a-Mare di Castellammare del Golfo.
In dialettica con Giuseppe, che mi è stato maestro di tante cose nella fase di formazione (negli anni mi ero abituato ad aggiungere:"prima che optassi per una sana eresia rispetto al cattolicesimo"; ma adesso che il povero papa Francesco è accusato anch'egli di eresia dai custodi dell'ortodossia cattolica mi trovo un po' spiazzato: non è frequente nella storia della Chiesa che un eretico si trovi più d'accordo con un papa che con i suoi contestatori), e memore di numerosi scambi in proposito con un un altro mio amico, Alberto Giovanni Biuso (che, invece, si colloca in posizioni nettamente anti-cristiane alla Nietzsche) ho maturato alcune considerazioni che espongo in sintesi brutale.
                                                                             ***
E' lecito, quando si riflette filosoficamente, sull'esperienza umana ricorrere ai miti egiziani, ai miti ebraici, ai miti greci e alle storielle zen? Indubbiamente. Come insegnano grandi geni dell'umanità (Platone, Vico, Jung, Jaspers, Heidegger, Ricoeur...) le mitologie illuminano la descrizione oggettiva e accurata (in filosofese si dice: la fenomenologia) dell'essere umano.
La Bibbia, compresi i quattro vangeli canonici, può costituire anch'essa - come le altre grandi narrazioni poetiche dell'umanità - un faro supplementare per la ragione osservante e riflettente? 
Dipende.
Se la si assume dogmaticamente come Testo rivelato "verbatim" ("parola per parola") da Dio, diventa un vincolo alla libertà della ricerca razionale. E' molto probabile, infatti, che l'intelligenza autonoma si scontri con idee, norme, convinzioni, credenze, insegnamenti biblici (e poi anche cattolici) che la costringono a un bivio doloroso: o la fede in Dio (in questa accezione letteralista) o la filosofia.
Qualora, al contrario, la Bibbia venga assunta come uno dei tanti testi sapienziali dell'umanità - intrecciata di intuizioni geniali e di asserzioni ignobili - essa, né più e neppure meno del Libro dei morti o dell'Iliade o della Bhagavat Gita o di Giulietta e Romeo o di Alla ricerca del tempo perduto, può offrire ipotesi di studio e suggerire punti di vista inediti.
Proprio oggi un intellettuale agnostico tendente all'ateismo (Corrado Augias) ha pubblicato, sulla home page di www.repubblica.it, un breve video in cui recensisce l'ultimo libro di un giovane filosofo ateo francese (Francois Jullien) dal titolo inequivoco: Le risorse del cristianesimo. Ma senza passare per le vie della fede (Ponte delle Grazie). Il tema di Jullien che più ha colpito Augias (confronta, sino a quando sarà disponibile in rete, https://video.repubblica.it/rubriche/racconti-di-corrado-augias/racconti-augias-ci-serve-ancora-il-cristianesimo-risponde-il-filosofo-jullien/332542/333138?ref=RHPPBT-BH-I210960169-C4-P6-S1.4-T1) è il tema dell'amore come "agape", come espansione gratuita e illimitata, soprattutto verso chi non ci attrae eroticamente e verso chi non ci ricambia in una relazione di amicizia paritetica. Secondo Augias, Jullien sostiene che questo tema dell'amore gratuito sia un'esclusiva originale della testimonianza esistenziale di Gesù detto il Cristo: se questa fosse davvero la tesi di Jullien (non ho ancora letto il libro, da poco in commercio in versione italiana) NON sarei d'accordo. Come ho documentato nel mio Chiedete e non vi sarà dato. Per una filosofia (pratica) dell'amore (Petite Plaisance) è vero che l'agape è un tema specifico del messaggio evangelico, ma non certo una sua esclusiva. Prima (filosofia greca, induismo, buddhismo), durante e dopo la vita di Gesù di Nazaret il pianeta pullula di personaggi, movimenti, testi che esaltano necessità di integrare l'eros e la philìa con l'esperienza, talora crocifiggente, dell'agape (vedi per limitarci solo a qualche esempio le interviste di Giovanni Falcone, agnostico, e di Paolo Borsellino, cattolico praticante). Anzi, diverse correnti orientali estendono la "compassione" anche agli altri animali in quanto esseri viventi e senzienti (fratellini minori e indifesi di cui i tre monoteismi - ebraismo, cristianesimo e islamismo - si curano assai poco).
                                                                 ***
Lo so che sostenere ciò che sostengo mi inchioda nella "terra di nessuno" di chi è troppo bigotto agli occhi degli atei e troppo eretico agli occhi degli ortodossi. Ma se un filosofo non è disposto a pagare almeno in termini di solitudine la fedeltà alla propria coscienza (consolandosi di non vivere né sotto inquisitori fondamentalisti  né sotto fondamentalisti laicisti) è meglio che cambi mestiere. Da Socrate a Giordano Bruno, da Galilei a Rosa Luxemburg, da Gandhi a Solgenitsin la strada della ricerca spregiudicata è scandita da martiri. 

www.augustocavadi.com

venerdì 3 maggio 2019

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI ALLA "CASA DELL'EQUITA' E DELLA BELLEZZA" DI PALERMO

CASA DELL'EQUITA' E DELLA BELLEZZA
Via Nicolò Garzilli 43/a – Palermo
Care amiche e cari amici della “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo,
eccovi l’aggiornamento per maggio del 2019:

·      Venerdì 3  maggio dalle 18.30 alle 20.00:  GRUPPO DI LETTURA "No Mafia Memorial".   Un gruppo di studio per docenti, ma non solo, sulla mafia, nella convinzione che senza una reale conoscenza del fenomeno mafioso   e della storia italiana e locale non sia possibile una efficace selezione di materiali da portare in classe e una piena comprensione dei fenomeni da far ricostruire agli studenti. Il lavoro che verrà svolto consiste nella lettura personale di sezioni di libri, assegnate di volta in volta, e nell'incontro del gruppo dei docenti interessati per condividere riflessioni, dubbi, nodi problematici su quanto letto. venire.  Per informazioni ed iscrizioni alle attività contattare Rosalba Leone scrivendo a: roleone63@yahoo.it
·      Domenica 5 maggio dalle 11,00 alle 13,00:Incontro di spiritualità laica (“La domenica di chi non ha chiesa”). Dopo la prima mezz’ora di accoglienza reciproca, dalle 11,30 alle 13,00 una meditazione condivisa (introduce Augusto Cavadi). Alle 13,00 pranzo con ciò che ciascuno desidera offrire in tavola. Chi non è già sostenitore mensile della Casa è invitato a versare 5,00 euro per le spese di gestione della stessa. 

·      Lunedì  6 maggio   dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolge nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone) con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.

·      Nello stesso giorno, ma dalle 19,45 alle 22,30, incontro quindicinale del “Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”. Nel corso delle due ore è previsto un momento conviviale autogestito. Poiché molte scuole e associazioni chiedono interventi e testimonianze sul tema, i maschi disposti a momenti di autocoscienza, di riflessione su testi specifici e a tenere incontri di formazione sono vivamente pregati di aderire al gruppo ormai troppo sparuto rispetto alle richieste che provengono dall’esterno.

·      Lunedì 13 maggio  dalle ore 18,30 alle 20,00: Meditazione filosoficacondotta da Francesco Giardina su “La gratuità: può il dono essere davvero gratuito?” (Chi non è sostenitore mensile della Casa è cortesemente invitato a lasciare un contributo di euro 5,00).

·      Nello stesso giorno, ma dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolgerà nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone), con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.

·     Sabato 18 maggio: Laboratorio straordinario del Teatro dell’Oppressosu “Musica e nonviolenza, nonviolenza in musica”. Dalle 9:30 alle 19:30. 8 ore di lavoro, 2 ore di pausa per il pranzo (conviviale: ovvero è affidato alla libera collaborazione dei partecipanti). Per ulteriori informazioni e per l’iscrizione:vitadisergio@gmail.com oppure
www.facebook.com/events/560799254409729

·      Lunedì 20 maggio  dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolgerà nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone), con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.

·      Nello stesso giorno, ma dalle 19,30 alle 22,30, incontro quindicinale del “Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”. Nel corso delle due ore è previsto un momento conviviale autogestito. 
·      Venerdì 24  maggio dalle 18.30 alle 20.00:  GRUPPO DI LETTURA "No Mafia Memorial".   Un gruppo di studio per docenti, ma non solo, sulla mafia. Il lavoro che verrà svolto consiste nella lettura personale di sezioni di libri, assegnate di volta in volta, e nell'incontro del gruppo dei docenti interessati per condividere riflessioni, dubbi, nodi problematici su quanto letto. venire.  Per informazioni ed iscrizioni alle attività contattare Rosalba Leone scrivendo a: roleone63@yahoo.it
·      Ricordiamo un appuntamento IN TRASFERTA : dalle ore 10,00 di  sabato 25 al pranzo di domenica 26 maggio, si svolgerà presso la Fattoria sociale “Martina e Sara” di Bruca (Trapani) un week-end di riflessione filosofica sul tema: “L’identità dell’essere umano” a cura di Orlando Franceschelli. Per il programma e le informazioni tecniche si può andare alla pagina FB “Fattoria sociale Martina e Sara” oppure scrivere a Giovanna Bongiorno (jobongio@alice.it)

·       Lunedì 27 maggio dalle ore 18,30 alle 20,00: Meditazione filosofica condotta da Francesco Giardina su “La gratuità nello sguardo dell’artista: pittura e fotografia” (Chi non è sostenitore mensile della Casa è cortesemente invitato a lasciare un contributo di euro 5,00).
·       Nello stesso giorno, ma dalle 19,15 alle 21,45: Sergio Di Vita conduce un corso annuale di “Teatro dell’Oppresso”che si svolgerà nella Casa (all’interno delle attività promosse dalla Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone), con cadenza settimanale. Per ulteriori informazioni: vitadisergio@gmail.com.


Con un affettuoso arrivederci,          Augusto Cavadi               (a.cavadi@libero.it)

mercoledì 1 maggio 2019

CI VEDIAMO GIOVEDI' 2 MAGGIO 2019 AL LICEO CLASSICO DI BAGHERIA ?

Giovedì 2 maggio, alle ore 16,30, nell’Aula magna del Liceo “Francesco Scaduto” di Bagheria, si terrà un incontro-dibattito, dal titolo “Può un filosofo essere un cristiano?”. Interverranno il prof. Augusto Cavadi e il prof. Giuseppe Savagnone.

I due studiosi, molto conosciuti e apprezzati nell’ambiente palermitano ma anche a livello nazionale, esporranno le loro posizioni e successivamente verrà avviato un dibattito con i presenti. Sarà una buona occasione per assistere a una discussione pubblica fra due protagonisti, entrambi impegnati in vario modo nell’attualizzazione del pensiero filosofico alla luce del cristianesimo, attraverso numerose pubblicazioni.
L’evento, curato dai proff. Salvatore Fricano e Domenico Aiello, è rivolto principalmente agli alunni del Liceo particolarmente interessati alle tematiche filosofiche, ma, data l’importanza dell’evento, l’invito viene esteso a tutta la cittadinanza interessata a questi temi.
Salvatore Fricano

Per maggiori informazioni sui relatori si rimanda ai seguenti link:

https://www.augustocavadi.com

IL LINGUAGGIO DELLA MUSICA PER FARE SILENZIO TRA UNA PAROLA FILOSOFICA E L'ALTRA


Con questo terzo post consecutivo completo, intanto, il diario del primo giorno del Festival della filosofia d'a-mare a Castellammare del Golfo.
Dopo la passeggiata filosofica, e la visita così intensa alla Fattoria sociale"Martina e Sara", l'ultimo appuntamento di giovedì 25 aprile 2019 è stato al Teatro comunale.
Gabriele Catalanotto (al pianoforte) e Giorgio Gagliano (al violino) ci hanno regalato delle emozioni davvero notevoli. Qui mi è possibile restituirvi (sempre grazie a Christine Reddet) solo due brevi frammenti di pochi minuti ciascuno: 

Come se ciò non fosse stato abbastanza, a conclusione del concerto abbiamo goduto d'una splendida sorpresa: è salita sul palco anche Federica Mantero e, con una straordinaria interpretazione canora, ci ha regalato un celebre e divertente brano di Rossini. Qui di seguito tre riprese video con cui per oggi vi saluto caramente. A domani !
Augusto