venerdì 13 luglio 2018

ANCORA PER QUANTO LASCIARE IMPUNITI I PALERMITANI PIU' INCIVILI ?

 “Repubblica”
Edizione di Palermo
13.7.2018

IMMONDIZIA E IMPUNITA’: ADESSO BASTA

    Anche su Repubblicasi sono moltiplicati appelli e suggerimenti per il nuovo presidente della Rap, una delle aziende municipali che più immediatamente incidono – nel bene e nel male – sulla vivibilità effettiva e sull’immagine turistica della città. L’elenco delle raccomandazioni è già troppo fitto perché si abbia la sfrontatezza di aggiungerne altre su aspetti che – rispetto alle voragini del servizio attuale – potrebbero suonare come sfumature puntigliose (anche se, per chi ne fa esperienza quotidiana, riescono davvero pesanti): penso, per fermarmi a un solo esempio, alle modalità con cui i camion svuotano i cassonetti dell’immondizia indifferenziata nei tanti quartieri in cui non esiste l’asporto porta a porta. Infatti, inevitabilmente, da ogni cassonetto (e nella postazione sotto casa mia ce ne sono quattro o cinque) cadono  - nell’atto di essere prelevati e capovolti - residui di spazzatura che nessuno raccoglie: una sorta di res nulliusche occupa la no man’s land  tra gli addetti al trasporto e gli spazzini locali. Ma questo inconveniente sarebbe trascurabile se, insieme ad alcuni rifiuti solidi, non cascassero dai cassonetti anche liquami puzzolenti che – soprattutto in estate – stagnando al sole emanano per tutta la piazza un odore insopportabile. Il paradosso è totale se si considera che il camion dei rifiuti non solo non ha nessuno strumento per evitare l’inconveniente, ma esso stesso rilascia a sua volta altri liquami puzzolenti: al punto che gli abitanti della zona non sanno, ogni mattina, se attendere con speranza o con timore l’arrivo della…nettezza urbana. 
  Ma – come accennavo sopra – non ha molto senso appesantire il groppone del nuovo responsabile della raccolta dei rifiuti a Palermo. Bisognerebbe, piuttosto, che il sindaco e gli assessori di competenza si decidessero a considerare la situazione come una vera e propria emergenza sociale che va affrontata in un’ottica complessiva. Dunque – d’intesa col prefetto - con interventi coordinati e sinergici fra la Rap, i vigili urbani, la polizia, i carabinieri e i finanzieri. Abbiamo appreso che dei vigili urbani girano in borghese per sorprendere guidatori indisciplinati con il cellulare in mano e che con questo semplice espediente hanno emanato centinaia di multe. Bene. Ma non sarebbe almeno altrettanto urgente che – in divisa o in borghese – gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine si attivassero per multare quanti gettano sacchi di immondizia, e spesso anche rifiuti ingombranti, negli angoli di strada eletti a discariche pubbliche ? Mi capita di osservare, al contrario, che se dai finestrini di un’auto in coda per il traffico vengono gettate fuori cartacce sporche, eventuali vigili urbani o carabinieri nell’auto successiva non alzano neppure un sopracciglio: sono tutti e sempre impegnati in operazioni delicatissime che non consentono di occuparsi della maleducazione spicciola quotidiana? L’impunità, anche in questo ambito, a Palermo è totale e induce a comportamenti privi di pudore che solo in poche altre città del Meridione italiano hanno il corrispettivo: penso al cumulo perenne di immondizia quasi di fronte all’ingresso di uno degli alberghi-simbolo come Villa Igea o a ciò che gli ambulanti (più o meno legalizzati) lasciano alla fine dei mercati rionali non soltanto all’Albergheria o allo Zen, ma persino a piazza Unità d’Italia. 
   So bene che la soluzione dei problemi siciliani non si può risolvere solo con la repressione e che occorre informazione e formazione civica: ma l’una non esclude l’altra e l’esperienza dei Paesi europei, che tanto ammiriamo da questo punto di vista, conferma, all’evidenza, che è proprio dalla simultaneità dell’educazione e della sanzione che si ottengono i risultati migliori. 

Augusto Cavadi
 www.augustocavadi.com

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