mercoledì 21 luglio 2021

GIOVEDI' 22 LUGLIO 2021: "STATI GENERALI" DEL CENTRO-SINISTRA IN SICILIA. QUALCHE AVVERTENZA PRELIMINARE...


 SUGLI STATI GENERALI DEL CENTRO- SINISTRA IN SICILIA

 

Difficile non condividere la proposta di convocare gli “Stati generali della sinistra” in Sicilia, ma almeno altrettanto difficile confidare sull’efficacia dei risultati. Si può essere tendenzialmente ottimisti o pessimisti, ma anche in questo caso la lezione della storia recente è inesorabile. Quante volte, negli ultimi trent’anni, soprattutto in vista di elezioni comunali e regionali, si sono tentate - con le denominazioni più fantasiose – aggregazioni e liste ‘progressiste’ dagli esiti fallimentari? L’elenco sarebbe troppo lungo per lo spazio di un articolo.  Mi limito dunque a segnalare due o tre questioni nodali.

La prima è di metodo. Se ci si incontra per discutere e programmare non si può evitare il riconoscimento reciproco di pari dignità. Sinora, invece, è invalsa (più o meno esplicitamente) la demarcazione fra ‘politici’ ed esponenti della ‘società civile’ : con i primi convinti di essere gli esperti rispetto agli ingenui ed i secondi convinti di essere i puri rispetto ai marci. E’ un pregiudizio falso perché, nella realtà effettiva, ci sono al di fuori delle organizzazioni partitiche dei cittadini che da sempre svolgono ruoli decisivi per la funzionalità delle istituzioni a vantaggio della qualità della vita della ‘polis’; così come, tra i quadri dei partiti, troviamo non solo arrivisti opportunisti ma anche ‘volontari’ che da sempre hanno investito energie, competenze e tempo senza chiedere in cambio poltrone. Se alleanza strategica si deve tentare è dunque fra cittadini protagonisti della politica di strada e politici che hanno dato prova durevole di disponibilità gratuita, sì da isolare i carrieristi e i tromboni presenti all’interno tanto dei partiti quanto dell’associazionismo civico. 

Un secondo nodo riguarda la dialettica fra leadership e logica di squadra. Sappiamo che la preminenza di figure-simbolo nelle formazioni elettorali è un fenomeno disastroso sempre più diffuso nel panorama contemporaneo. D’altra parte, però, l’elettore-medio ha bisogno non solo di contare all’interno dell’aggregazione di riferimento, ma anche di identificarsi con un ‘capo’ almeno discretamente carismatico. Si tratta di leggi psico-sociologiche che non possiamo cancellare con un colpo di spugna. Il futuro dello schieramento progressista in Sicilia esige, perciò, l’individuazione di qualche figura di riferimento simbolico (una, ma anche due o tre) che rassicuri dal punto di vista comunicativo e soprattutto dal punto di vista della correttezza morale. Insomma, qualche nuova versione di  Leoluca Orlando, ma sfrondato da  patologici complessi di superiorità e da  conseguenti ossessioni autocratiche. (Un suo maestro, Piersanti Mattarella, ha dato prova di saper favorire il confronto e le sinergie tra i giovani della sua scuola).

Ci sarebbe almeno una terza questione da segnalare, ma è talmente essenziale da riuscire difficilmente esprimibile. Al mondo ‘progressista’ appartengono storie individuali e collettive di differente ispirazione ideale: dal comunismo al socialismo democratico, dal liberalismo di ‘sinistra’ al cattolicesimo popolare. Queste diverse tradizioni culturali possono costituire la base per un progetto politico credibile? Non di certo se affastellate come in un’insalata improvvisata. Né ancor meno  se  omologate in un pastone indistinto. Dagli Stati generali ci si aspettano idee interessanti su temi specifici,  proposte settoriali istruttive, racconti di esperienze socio-economiche o tecno-imprenditoriali riuscite. Bene. Ma le tessere di un mosaico necessitano di un disegno complessivo in cui essere inserite, in un modello globale di società e di Stato: necessitano di una elaborazione intellettuale ed etico-politica che non si improvvisa da un semestre all’altro. A simile impresa teorica, dai risvolti immediatamente pratici, sono pochi a dedicarsi stabilmente del corso dell’esistenza e, per giunta, gli ultimi ad essere ascoltati. Ammesso che qualche volta li si voglia ascoltare.

 

Augusto Cavadi 

www.augustocavadi.com

1 commento:

Cosimo Scordato ha detto...

Ottimo articolo, caro Augusto.