La “Casa dell’equità e della bellezza” di Palermo, sede di una decina di associazioni impegnate nella ricerca di una spiritualità laica e nella pratica sociale, apprende con sincero dispiacere che la Curia vescovile di Pistoia ha revocato l’incarico di parroco di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e di San Niccolò a Ramini a don Massimo Biancalani. Dalle informazioni raccolte risulta che la decisione del vescovo sia stata motivata essenzialmente dal fatto che una durevole e ampia accoglienza di immigrati nella chiesa e nei locali parrocchiali abbia provocato grave negligenza nella cura pastorale «fino al totale annientamento della vita comunitaria»; abbia trasformato un luogo di culto in un luogo di pernottamento; abbia provocato le forti lamentele di numerosi parrocchiani.
In
quanto osservatori ‘esterni’ all’ambito ecclesiale non ci sentiamo autorizzati
ad entrare nel merito teologico-pastorale della questione. Come cittadini e
cittadine della Repubblica ci teniamo ad auspicare una soluzione migliore
dell’attuale: se un prete, in nome degli imperativi evangelici, spezza la
routine ordinaria di liturgie, catechesi e devozioni per dare accoglienza a
immigrati perseguitati, le gerarchie cattoliche dovrebbero, a nostro sommesso
avviso, evitare il ricorso alle armi disciplinari e giuridiche; fare di questo
conflitto l’occasione per rivedere il
cristianesimo imborghesito di gran parte dei fedeli; rimandare al
mittente le espressioni di solidarietà e di esultanza da parte di esponenti
politici che usano l’appartenenza cattolica come alibi della loro xenofobia.
I
flussi migratori sono un fenomeno complesso che non è facile regolamentare:
singole testimonianze di accoglienza non possono essere assunte a modelli
generali, ma vanno valorizzate come spinte profetiche per trovare soluzioni
politiche molto più umane delle attuali.
Augusto
Cavadi – Adriana Saieva (condirettori della “Casa dell’equità e della bellezza”
di Palermo)
1 commento:
Grazie infinite!
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