mercoledì 4 aprile 2012

Perché ho accettato di candidarmi alle amministrative di Palermo


Care amiche e cari amici,

come sapete, ho cercato di distinguere sempre la lotta contro la partitocrazia dal qualunquismo anti-partitico.
In quest’ottica, da alcuni anni, ho chiesto la tessera a SEL (Sinistra ecologia libertà), convinto che solo un leader come Nichi Vendola possa dare (con tutti i limiti di ciascuno di noi) un’identità e una dignità a chi NON accetta lo stato di cose esistenti in Italia.
In occasione delle imminenti elezioni amministrative a Palermo (domenica 6 – lunedì 7 maggio 2012) i quadri dirigenti di SEL mi hanno proposto l’inserimento nella lista dei candidati al Consiglio comunale, convinti che “ci sia bisogno di un controllo vigile della società civile dentro il Palazzo di Città, quale che sia il nome del sindaco eletto”.
Ovviamente la mia prima risposta è stata negativa perché già venti anni fa ho vissuto il paradosso di una campagna elettorale in cui io supponevo di mettermi a disposizione della società e, invece, molti miei conoscenti si esprimevano come se volessi tentare un’arrampicata carrieristica (“Ci dispiace, ma questa volta abbiamo già promesso il voto a Tizio o a Caio: non possiamo farti questo favore”…!?). Comunque – a parte l’incoraggiamento di alcune persone amiche (“Se ti candidi tu, ci togli la tentazione dell’astensionismo”) – è stata per me decisiva la meditazione su alcune delle cose che ho letto e che ho scritto in questi decenni: prima fra tutte, che l’attività politica istituzionale, proprio perché logorante se praticata senza interessi privati né corporativi, è la forma più preziosa di agape (= amore di donazione). La vita di studio, di insegnamento, di scrittura, di incontri seminariali in giro per l’Italia mi è congeniale: ma, oltre un certo limite, il piacere per l’equilibrio esistenziale raggiunto può diventare egoismo sociale.
Sono dunque arrivato a questa conclusione: il mio nome comparirà nella lista dei candidati; io non spenderò un euro per propaganda elettorale; se ci saranno abbastanza elettori che mi voteranno, affronterò l’impegno con serietà; se i suffragi non saranno abbastanza per consentire la mia elezione a consigliere comunale, serviranno comunque a dare visibilità a una formazione politica civica e di sinistra che - sino a questo momento, sino a prova contraria – merita fiducia.
In ogni caso, vi ringrazio dei due minuti di ascolto che mi avete regalato.
Augusto Cavadi

PS: Ogni lista elettorale ha l’obbligo di indicare un candidato a sindaco di riferimento. Il partito che mi ha invitato a presentare la candidatura a consigliere comunale ha scelto Fabrizio Ferrandelli in ossequio al meccanismo delle primarie (che prevedeva anche un giudizio da parte di un comitato di tre saggi in caso di contestazione). Grazie all’attuale sistema elettorale del voto disgiunto, comunque, ognuno di voi, pur votando per me come consigliere, potrà scegliere come sindaco il candidato che preferisce.

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