giovedì 17 settembre 2026

VIVA L'ARTICOLO 52 DELLA COSTITUZIONE: LA DIFESA DELLA PATRIA E' UN DOVERE MORALE!

Come è ormai noto, la segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero,  in un intervento pubblico ha preannunziato, in caso di guerra aperta, la “diserzione” di molti coetanei. Tra le numerose voci scandalizzate, anche Marco Mondini con un editoriale su “Repubblica” del 16.9.2026 dal titolo incisivamente eloquente: “I disertori della Costituzione”.

Tra le molto meno numerose voci in difesa della Libero un editoriale di Marco Travaglio sul “Fatto” del giorno successivo. Sia la segretaria dell’organizzazione giovanile del PD che Travaglio vanno approvati e sostenuti per il loro anticonformismo, ma dispiace che nessuno dei due abbia integrato il discorso con una precisazione decisiva: un’ampia maggioranza del mondo pacifista  nonviolento italiano non intende per nulla disattendere l’obbligo, sancito nell’articolo 52 della Carta, circa l’obbligo di difesa della Patria.

Anzi, proprio da qualche giorno, sono state raccolte più delle 50.000 firme necessarie per una proposta di legge popolare (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008) in cui si chiede l’istituzione di un Dipartimento governativo per la difesa non armata e non violenta. Si chiede cioè – in una logica non di “disarmo” ma di “transarmo” – che i cittadini e le cittadine che ne facciano richiesta vengano istruiti/e, formati/e e addestrati/e a difendere la Patria con le innumerevoli metodologie (mediazioni, astensione di massa dal lavoro, boicottaggi, auto-riduzione delle tasse, non collaborazione con gli eserciti invasori, disobbedienza civile, sciopero alla rovescia e così via …) che negli ultimi cento anni sono state sperimentate con successo in varie parti del pianeta. Dunque il Parlamento (le firme saranno consegnate ufficialmente in Senato il 25 settembre) sarà invitato a decidere se dare agli italiani e alle italiane una terza possibilità fra uccidere ed essere uccisi: la possibilità di difendersi con determinazione ma senza mezzi offensivi, con strategie che mirino alla coscienza (all’intelligenza, alla moralità, alla responsabilità) dell’avversario affinché si renda conto che ogni risoluzione bellica dei conflitti è sempre stata – ed oggi lo è ancor di più – una sconfitta inesorabile per entrambi gli schieramenti.

Centinaia di conflitti (non solo i più celebri, da Gandhi a Martin Luther King e a Nelson Mandela) sono stati risolti con la preparazione, la fermezza, il coraggio e la creatività di avanguardie pionieristiche: la storia dimostra ad evidentiam che nessun esercito invasore può sottomettere a lungo una popolazione che unanimemente lo rifiuti.

Poiché la Leva militare obbligatoria non è stata abolita (come generalmente si suppone), ma solo sospesa, molti sindaci (sulla scia del sindaco di Capaci) si stanno preparando a inviare ai maschi che compiranno 17 anni nel 2027 una lettera in cui li avvertono che i loro nominativi saranno trasmessi all’Ufficio di Leva e che possono chiedere agli uffici comunali di aggiungere come notazione a margine che – in caso di chiamata effettiva – intendono fruire del diritto all’obiezione di coscienza entro i 15 giorni dalla ricezione della cartolina di precetto. Dunque viva l’articolo 52 della Costituzione che prevede il servizio militare, ma non esclude ciò che la legge già consente: di difendere la Patria senza versare né il proprio né l’altrui sangue (o di versarne il meno possibile, bloccando all’origine ogni escalation).

Augusto Cavadi

Qui la versione originaria:

 Adista News - Difesa civile: viva l'Articolo 52 della Costituzione!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Precisazione importante, grazie. E, fino a che lo Stato non forma alla difesa nonviolenta tutti i cittadini (e, auspico, anche tutte le cittadine) che facciano obiezione di coscienza e non cancella la sospensione del servizio di leva e l'attuale pericoloso affidamento della difesa al solo esercito professionale ('depoliticizzato', cioè, di fatto, mercenario), siano benedetti tutti gli inviti alla diserzione, che comunque, appunto, è opportuno che 'viaggino' insieme alla richiesta di cui sopra.