mercoledì 20 maggio 2020

LA PREPOTENZA DELLE RELIGIONI SECONDO ORTENSIO DA SPINETOLI

LA PREPOTENZA DELLE RELIGIONI

Nel linguaggio comune, i vocaboli ‘fede’ e ‘religione’ vengono usati come sinonimi. Si dà quindi per scontato che chi abbia ‘fede’ in qualcuno o in qualcosa, si riconosca in una determinata ‘religione’. E, viceversa, che, se uno dichiara di appartenere a una ‘religione’, sia una persona di ‘fede’. Con questa identificazione, però, non si riesce a capire molto di ciò che è avvenuto, e avviene, nella storia effettiva dell’umanità: la quale, invece, è zeppa di persone animate da grande ‘fede’ (in Dio, nell’umanità, nella giustizia, nella libertà, nella solidarietà, nell’amicizia, nella bellezza artistica…), ma diffidenti nei confronti di ogni ‘religione’; e di persone che, fiere della propria appartenenza a una ‘religione’, non hanno ‘fede’ in nessuno né in nulla (tranne, se mai, che in sé stessi). Per capirci con qualche esempio: il filosofo tedesco Kant, molto critico nei confronti delle chiese cristiane, riteneva fondamentale la “fede nella ragione”; viceversa, innumerevoli politici – anche italiani, anche contemporanei – proclamano a spada tratta la propria identità ‘religiosa’ mostrando, nel privato e in pubblico, una gelida indifferenza nei confronti dei ‘valori’ e una sconcertante abilità di giocarvi come fossero pedine di una perenne partita a scacchi.
Senza questa premessa terminologico-concettuale si potrebbe supporre, in base al titolo,  che il recentissimo libro di Ortensio da Spinetoli, La prepotenza delle religioni (Chiarelettere, Milano 2020, pp. 104, euro 12,00), sia un manifesto di ateismo militante. Difficilmente si intuirebbe che raccoglie alcuni tra gli scritti più significativi di un frate cappuccino marchigiano che, nel corso di una lunga e feconda esistenza (1925 – 2015), grazie alle pubblicazioni teologiche tradotte in varie lingue, è diventato un punto di riferimento intellettuale e spirituale per molte donne e per molti uomini del nostro tempo (cfr. la pagina Facebook “Amici Ortensio”). 
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lunedì 18 maggio 2020

VI ASPETTIAMO IN SICILIA DAL10 AL 12 LUGLIO 2020 PER "UNA MONTAGNA DI FILOSOFIA"

A LUGLIO VI ASPETTIAMO IN UN ANGOLO DI PARADISO TERRESTRE

Molti di voi sono informati da mesi: la Fondazione “ Antonio Borgese” (Polizzi Generosa), il Gruppo editoriale “Di Girolamo – Il pozzo di Giacobbe” (Trapani) e la “Scuola di formazione etico-politica G. Falcone” (Palermo) hanno organizzato un week-end di pratiche filosofiche destinate soprattutto a non-filosofi (di professione).
Non sappiamo a quali misure di cautela sanitaria saremo sottoposti fra due mesi (e ovviamente vi ci atterremo scrupolosamente con senso civico), ma sappiamo che, a oggi, in una Sicilia poco intaccata dal covid-19, ci sono stati dei comuni montani del tutto immuni dal contagio: Polizzi Generosa, sulle Madonie, è stata una di queste oasi con zero positivi !
Con sollievo e con speranza, dunque, rilanciamo l’invito: dopo mesi di clausura sarà particolarmente gratificante respirare aria fresca in zone belle, con persone belle,  confrontandoci su tematiche impegnative  che l’attuale pandemia ha reso ancor più attuali ! Vi chiederemo solo di verificare, prima della partenza da casa vostra, il vostro stato di salute personale: sarebbe paradossale che la filosofia, tipica terapia dell’anima, risultasse patogena per i cittadini che ci ospiteranno con la proverbiale arte meridionale dell’accoglienza.
 



UNA MONTAGNA DI….FILOSOFIA
FESTIVAL DELLE PRATICHE FILOSOFICHE SULLE MADONIE


Organizzato dalla Fondazione “G. A. Borgese” 
In collaborazione con la “Casa dell’equità e della bellezza” (Palermo)
Tre giorni di convivialità tra filosofi e non-filosofi (di professione)”

POLIZZI GENEROSA (PALERMO) 10-11-12 Luglio 2020

Venerdì 10 luglio

ore 14,00 – 16,00: arrivo e sistemazione negli alberghi convenzionati
ore 16,30 – 17,30: passeggiata filosofica condotta da Augusto Cavadi
Si inizia a Piazza Gramsci

ore 18,00 – 20,00: “Ma la felicità è possibile per questa umanità?”
Conversazione con Orlando Franceschelli - piazza G. A. Borgese

ore 20,00 – 21,30: Pausa per la cena nei locali convenzionati

ore 22,00 – 23,00: Momento musicale presso Casa Borgese, sede della Fondazione “G.A. Borgese”
(Cortile S. Spirito, 2)

Sabato 11 luglio

ore 9,30–11,30: Colazione col filosofo

·       Ai Templari - Piazza Castello: Colazione con Orlando Franceschelli su “Il pianeta terra avrà un futuro?”
·       Da Tumasella - Piazza Gramsci: Colazione con Alberto G. Biuso su “Filosofia e letteratura”
·       Pub Paradiso, Via Garibaldi, 50: Colazione con Augusto Cavadi su “I femminicidi sono un’emergenza?”

Ore 17,00 – 19,00: “Quale Dio dopo Darwin e Einstein?”
Conversazione con Claudia Fanti - piazza G.A. Borgese

22,00- 23,00: Momento musicale presso Casa Borgese, sede della Fondazione “G.A. Borgese”
(Cortile S. Spirito, 2)

Domenica 12 luglio

10, 30 – 12,30: “L’enigma del tempo”
Conversazione con Alberto G. Biuso - piazza G.A. Borgese

16,00 – 18,00: Scambio dei doni immateriali.

Assemblea conclusiva in cui chiunque abbia partecipato anche solo a un evento del Festival ha cinque/dieci minuti per socializzare un’intuizione o una riflessione che ha sperimentato in questi tre 
giorni.


AVVERTENZE TECNICHE

·       Non è prevista nessuna quota di iscrizione né di partecipazione agli eventi (tranne il pagamento anticipato al gestore di euro 5,00 per ogni prima colazione cui si partecipa)
·       Per ragioni organizzative è gradita una comunicazione di partecipazione all’indirizzo: a.cavadi@libero.it
·       Per ogni ulteriore informazione scrivere a: fondazioneborgese@libero.it -  info@fondazioneborgese.it

Informazioni logistico organizzative

Per il soggiorno, ogni partecipante è libero di scegliere le soluzioni che preferisce sia per i pasti (potendo scegliere fra diversi ristoranti) che per dormire. Per il pernottamento, l’organizzazione ha concordato  con alcune strutture ricettive ubicate nel paese in prossimità della casa Borgese, le seguenti condizioni:

I Templari di Domenico Di Gangi - Piazza Castello, 7
Disponibilità posti letto 8 (una quadrupla e due doppie) prezzo €. 25 senza colazione, €. 30 con colazione

B&B Abies di Sausa Ettore  - Via Dogana, 40
Disponibilità 8 posti letto in stanze doppie o triple prezzo €. 25 senza colazione, €. 30 con colazione

Residence Saint Grace  di Armano Santino - Largo Regina Elisabetta, 20
Disponibilità 28 posti letto in appartamenti da 2, 3, 4 o 5 posti letto con angolo cottura prezzo €. 30 comprensivo di cesto di benvenuto

Sciabakè da Sissi - Via Dogana, 19

Disponibilità (con prezzi variabili di cui informarsi)
Disponibilità n° 1 camera matrimoniale
n° 2 camera tripla
n° 3 camera quadrupla
n° 1 bilocale con cucina indipendente. Il bilocale può funzionare anche come semplice camera da letto e bagno indipendente

Fuori dal centro abitato vi sono anche altre strutture ricettive di tipo agrituristiche presso le quali è possibile soggiornare. Per maggiori informazioni chiedere a: Ufficio Informazioni Turistiche “Qui Parco” di Polizzi Generosa allo 0921-649187 oppure scrivere a: quiparco.polizzi@parcodellemadonie.it

sabato 16 maggio 2020

SU SILVIA ROMANO : QUALCHE CONSIDERAZIONE SUPPLEMENTARE

L'agenzia di stampa "Adista" (Roma) mi ha offerto la possibilità di riprendere e integrare le mie precedenti considerazioni sulla vicenda di Silvia Romano. So benissimo che ci siano tante questioni 'aperte', ma resto convinto che - senza alcune premesse di ordine generale - ogni discussione rischia di cadere nella banalità o addirittura nell'ingiustizia.
Qui il link al testo:


giovedì 14 maggio 2020

PREGARE NEL TEMPO DELL PANDEMIA? DOMANDE SCOMODE PER I CREDENTI


Se non ricordo male, è la prima volta che posto sul mio blog un video.
So bene, sulla mia pelle, quanto sia faticoso ritagliarsi mezz'ora (in questo caso 34 minuti) per seguire una videoregistrazione.
Qui faccio un'eccezione per le persone che volessero dedicare un tempo della giornata a una meditazione, 'genere letterario' decisamente fuori moda.
Sia per farvi conoscere un prete piemontese (diocesi di Pinerolo) che apprezzo molto sia per farvi conoscere un libro a più mani, da lui stesso curato (e a cui ho avuto l'onore di prender parte), che problematizza il moto, per altro spontaneo, con cui nelle svolte tragiche della vita ci si rivolge alla Divinità (comunque la si concepisca).
Il libro pone, ovviamente, molte domande e offre poche risposte: per questo dà da pensare. 

CHI E' INTERESSATO ALLA VIDEOREGISTRAZIONE DELLA MEDITAZIONE CLICCHI QUA:

Don Paolo Scquizzato presenta, in forma meditativa, un libro di teologia

mercoledì 13 maggio 2020

DIVENTARE SICILIANI: QUALCHE VOLTA UN GUADAGNO, QUALCHE ALTRA...

“Gattopardo”
Aprile 2020
SICILIANI DI “ADOZIONE”

Come se i siciliani di nascita non costituissimo una varietà abbastanza ricca, la nostra fauna è costantemente arricchita da siciliani d’adozione. Mi ci ha fatto riflettere un delicato libretto – Siciliani si diventa – di Umberto Di Maggio, siciliano d’origine emigrato, e poi ritornato, perché “Roma e il <<meticciato>> gli hanno fatto capire che non bisogna arrendersi e che la Sicilia (come tante altre terre del resto) non può essere abbandonata ad un destino ineluttabile fatto di corruzione e di malaffare”. Ci sono “siciliani per scelta”: sbarcano per amore di un partner o per amore del sole; altri attratti dalla bellezza del patrimonio artistico che racconta la storia europea degli ultimi tre millenni; altri ancora, come Giancarlo Caselli e suoi colleghi magistrati, per sete di giustizia o, come Danilo Dolci e Mauro Rostagno, per provare ad accorciare le distanze fra la civiltà del nostro passato e la barbarie del nostro presente. Alcuni non sono restati immuni da quella strana malattia  – “islomania” secondo Gideon ripreso da Durrel – che colpisce quanti “ritengono in qualche modo le isole irresistibili; la conoscenza che riescono a ottenere di qualcuna di esse, di questi piccoli mondi circondati dal mare, li colma di un’indescrivibile ebbrezza”. 
   A questi ‘stranieri’ sbarcati per libera decisione vanno aggiunte migliaia di  immigrati per necessità per i quali la nostra isola avrebbe dovuto costituire solo una mera tappa verso  l’Europa del benessere e, per varie circostanze, è diventata la méta definitiva. 
   Tutti costoro – borghesi e proletari – hanno dovuto imparare a diventare siciliani. Ma si tratta di un apprendistato non proprio lineare. Infatti ci sono molti modi di essere “siciliano”: alcuni meritevoli d’essere appresi e introiettati (dallo schiavo Euno,  che guidò nel II secolo a. C.  la rivolta a Enna,  ad Antonio Caponnetto che scelse di tornare nella sua Sicilia perché non fosse vanificata l’opera di Rocco Chinnici), altri disdicevoli e vergognosi. Sono modelli che vediamo ogni giorno incarnati per strada, negli uffici pubblici, nelle assemblee elettive… Già nel 1866 Vincenzo Maggiorani osservava che la mafia si rivelava contagiosa per alcuni ‘continentali’ dell’Alta Italia che a Palermo  smentivano, «praticando la sublime  camorra assai maestrevolmente», la fama di onestà delle province subalpine. Insomma: prima di inneggiare ai pregi  dell’integrazione bisogna osservare di volta in volta in quale “sicilianità” si sta realizzando. Ci sono casi, infatti, in cui sarebbe preferibile non che  l’ospite impari a diventare siciliano, ma che il siciliano disimpari a esserlo. 

Augusto Cavadi
www.augustocavadi.com