lunedì 30 novembre 2020

LA SVOLTA PRATICA DELLA FILOSOFIA SECONDO DAVIDE MICCIONE

 

LA SVOLTA PRATICA DELLA FILOSOFIA SECONDO DAVIDE MICCIONE

 

Segnalare il nuovo libro di un amico è impresa non facile. Già il genere letterario               ‘ recensione’ è sospetto: come in un’ interminabile partita di giro, il soggetto A recensisce il libro di un amico di B che recensisce il libro di un amico di A che recensisce il libro di B. E B, per chiudere provvisoriamente il cerchio, recensisce il libro che intanto ha pubblicato A (il protagonista iniziale della girandola ). Ma anche in assenza di questa danza circolare, come non squalificare a priori le righe dedicate al volume di una persona a cui notoriamente si vuole molto bene e compromettere la propria (sia pur minima) credibilità professionale? Forse esiste una sola misura preventiva: cercare di essere particolarmente rigorosi. Eppure, con tutta la severità possibile, non riesco a omettere che La svolta pratica. Presupposti, classificazioni e conseguenze (Algra, Viagrande 2020, pp. 108, euro 10,00), a firma di Davide Miccione,  è un libretto prezioso, tra i più intelligenti (e a tratti divertente) fra quanti me ne sono capitati sott’occhio negli ultimi anni. 

Innanzitutto: “la svolta pratica” di chi o di che ? Della più teorica, e meno pratica, di tutte le discipline: la filosofia (già definita da Aristotele “la più inutile di tutte le scienze”). A giudizio dell’autore stiamo assistendo, da circa mezzo secolo, a una metamorfosi del pensare filosofico che – afflitto da claustrofobia – vuole uscire dal chiuso delle aule scolastiche e universitarie per respirare nei luoghi della sua origine (frequentati ad esempio da Socrate o da Diogene il Cinico): le piazze, le strade, i mercati. Di questa trasformazione (già analizzata dall’autore in Ascetica da tavolo. La svolta pratica della filosofia e il bene comune, edito nel 2012 e riedito nel 2019) si registrano almeno due versioni principali.

 La prima, più apparente e più rischiosa, è che la filosofia si banalizzi a chiacchiera da talk show: si riduca a merce insolita per l’industria dello spettacolo (sia in presenza che a distanza telematica). Come si esprime Miccione a proposito di un altro tema, questo genere di divulgazione sta alla filosofia “come la pornografia sta al reale rapporto sessuale” (p. 82). A ben pensarci, un fenomeno non proprio modernissimo: prima il filosofo prostituiva le sue “competenze” a favore dell’imperatore o della gerarchia ecclesiastica o del partito politico più vicino ideologicamente, adesso predilige il mecenate più danaroso (soprattutto se tele-fornito). 

In una seconda versione la filosofia perde il pelo dell’aristocraticismo ma non il vizio del rigore logico con cui  prova a scovare i presupposti delle convinzioni abituali, osservare le deduzioni più o meno implicite che si traggono da quei presupposti, valutarne gli effetti comportamentali nella sfera privata e pubblica: allo scopo, se necessario, di rivedere criticamente tutto il percorso mentale dai presupposti ai comportamenti passando per il ponte di collegamento delle deduzioni.

PER COMPLETARE LA LETTURA, BASTA UN CLICK QUI:

https://www.zerozeronews.it/il-saggio-sulla-svolta-pratica-della-filosofia/

 


 

venerdì 27 novembre 2020

E' USCITO "DIO VISTO DAL SUD. LA SICILIA CROCEVIA DI RELIGIONI E AGNOSTICISMI"

 

Lunedì 30 novembre 2020, dalle ore 18.30 alle ore 19,30, Giuseppe Savagnone discuterà con l’autore il libro di Augusto Cavadi, Dio visto da Sud. La Sicilia crocevia di religioni e agnosticismi, postfazione di don Cosimo Scordato, Spazio cultura edizioni, Palermo 2020, pp. 162, euro 10,00.

 

E’ possibile seguire l’incontro soltanto mediante collegamento con la pagina Facebook 

della Libreria Macaione: https://www.facebook.com/spazioculturalibri

 

Dalle 18 alle 18,30 e dalle 19,30 alle 20 l’autore accoglierà in libreria i lettori che vorranno dedicata e firmata la propria copia.  

 

In questo agile volume l’autore raccoglie in forma organica una selezione dei suoi articoli (soprattutto su “Repubblica-Palermo” e “Centonove” di Messina) riguardanti vari aspetti della dimensione religiosa in Sicilia, tra arcaismi intollerabili e anticipazioni pionieristiche di ciò che potrebbe accadere nel futuro del mondo. Si parte da problematiche interne alla Chiesa cattolica per allargare lo sguardo prima ad altre Chiese cristiane, poi all’Ebraismo e all’Islamismo, infine a Induismo e Buddhismo. Non manca, alla fine, uno sguardo sul punto di vista di agnostici e atei. 

***

Il libro è partito dall'editore alla volta di tutte le librerie on line e di tutte le librerie fisiche che ne facciano richiesta. I lettori palermitani lo possono già trovare con certezza presso Libreria Macaione (via Marchese di Villabianca, 102), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria- Edicola Pasquale Arculeo (Arenella, di fronte alla scuola elementare De Amicis).

mercoledì 25 novembre 2020

INVITO ALLA CONOSCENZA DI EMMANUEL LEVINAS, PENSATORE DIFFICILE MA AFFASCINANTE

 

WWW.ZEROZERONEWS.IT

20.11.2020

 

INVITO A UN PENSATORE DIFFICILE, MA AFFASCINANTE

 

“Non è semplice avvicinarsi a Emmanuel Lévinas, poco conosciuto dai non addetti ai lavori, anche per la complessità di un pensiero di non facile penetrazione. Nel suo dire, infatti, vengono introdotti, oltre a termini poco usuali che rimandano alla sua formazione fenomenologica, anche concetti che possono apparire astratti a chi è poco avvezzo con la filosofia”: così Armando Girotti in una delle prime pagine del suo Emmanuel Lévinas e una nuova idea di etica. Uscire dal conformismo etico, aprire un varco verso il «prima della Legge» (Diogene Multimedia, Bologna 2020, pp. 150, euro 16). Ma allora perché scrivere un libro su un pensiero “complesso se non anche a volte incomprensibile”? L’autore risponde: “Forse sarà una sfida che apro [] per rivalutare ciò che è comprensibile nel suo itinerario filosofico, affinché anche i non-addetti ai lavori lo possano apprezzare, seppur abbozzato. Occorre sfatare l’idea che i filosofi parlino per loro stessi all’interno di un circolo vizioso, la filosofia è nata nell’agorà, nelle strade, dove i pensatori greci iniziarono il cammino problematico della domanda filosofica” (p. 11).

 L’impresa propostasi da Girotti può considerarsi sostanzialmente riuscita (pur con qualche reiterazione di concetti non necessaria e qualche pagina un po’ troppo arzigigolata) . Egli infatti ripercorre l’esistenza di questo pensatore ebreo lituano (1906 – 1995), costretto dalle persecuzioni nazifasciste a rifugiarsi in Francia, evidenziandone alcuni nuclei tematici più intriganti. 

  Un primo aspetto della proposta teoretica di Lévinas è – sulla linea di Kant – il capovolgimento della prospettiva dominante secondo cui la nostra morale dipende dalla nostra metafisica (da ciò che sappiamo sulle strutture fondamentali dell’essere) e che, dunque, prima bisognerebbe stabilire alcune verità (ad esempio l’esistenza di Dio o l’universalità delle leggi della Natura o l’autorità assoluta dello Stato) e poi dedurne i precetti da rispettare nel nostro comportamento quotidiano. Lévinas constata che un accordo degli esseri umani su Dio o sulla Natura o sullo Stato o su un Testo sacro  o su un Programma politico è impossibile: dunque si rischia costantemente la condizione tragica fotografata da Dostoevskij : “Se Dio non esiste, tutto è permesso”. Ma la vita scorre, pressa, incalza: non possiamo aspettare l’improbabile congresso mondiale, in cui i rappresentanti di tutte le culture si mettano d’accordo su una cosmo-visione, per poter poi redigere un nuovo Decalogo. Da qui la proposta di Lévinas: invece di procedere da un Dio sempre meno credibile (soprattutto dopo aver abbandonato il suo popolo nei campi di sterminio nazisti) alla condizione umana, rovesciare il percorso, partendo dall’uomo (e, se mai, poi ritrovare un’altra idea di Dio). 

   Ma chi è l’uomo?

PER COMPLETARE LA LETTURA BASTA UN CLICK:

https://www.zerozeronews.it/sfiorare-dio-con-la-filosofia-di-levinas/

martedì 24 novembre 2020

MERCOLEDI' 25 NOVEMBRE 2020 ALLE 21,00: ANCORA SULLA GABBIA DEL PATRIARCATO

 

Buongiorno a tutte/i,

CONTINUIAMO CON IL CICLO  

"Uomini, Mascolinità, Cambiamento. 

La Parola degli uomini sulla violenza di genere".


Siete tutti e tutte invitati/e al webinar  con 

Augusto Cavadi,

 mercoledì 25 novembre ore 21.00,

a partire dal suo libro dal titolo

 "L'arte di essere maschi libera/mente. La gabbia del patriarcato" (Di Girolamo, Trapani 2020)

 

Per partecipare alla riunione video, fai clic su questo link: https://meet.google.com/ytd-yvbt-hss


Altrimenti, per partecipare telefonicamente, componi +39 02 3046 1796 e digita il PIN: 

736 005 709#
Per visualizzare altri numeri di telefono, fai clic su questo link: https://tel.meet/ytd-yvbt-hss?hs=5



Tale iniziativa è inserita nel quadro del progetto Ministeriale che ci permette di rinforzare il  sistema AltaValdelsa di prevenzione della violenza di genere  e i servizi di protezione e messa in sicurezza della donne e dei minori vittime  

 


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CENTRO PARI OPPORTUNITA' VALDELSA

P.zza Unità dei Popoli, 1 - 53034 Colle di Val d’Elsa (Siena)

tel./fax. 0577 924096 e-mail: pariopportunitavaldelsa@gmail.com

 

lunedì 23 novembre 2020

CONFESSIONI DI UN LADRO DI...RIFIUTI


 www.girodivite.it

11.11.2020

 

PERCHE’ SPRECARE TUTTI I RIFIUTI ?

 

Secondo i Romani, padri del diritto occidentale, summum ius summa iniuria (che, tradotto alla buona, sarebbe: certe volte le norme sono così rigide da risultare inique). L’adagio latino mi è tornato in mente per un episodio un po’ grottesco accadutomi in questi giorni. Vivo a Palermo e da alcune settimane trovavo i cassonetti bianchi, destinati alla raccolta della carta pulita, strapieni (almeno nell’arco della decina di chilometri dalla stazione portuale a Mondello). Così, per non gettare chili di cartoni nel bidone dell’indifferenziata, ho pensato di conferirli nel punto di raccolta della Rap (l’azienda Risorse Ambiente Palermo)  meno lontano: a Borgo Vecchio, nei pressi di piazza della Pace. Svuotando i sacchi mi sono accorto che, poco prima di me, qualcuno aveva deciso di liberarsi di un’intera biblioteca ( sua? di una moglie andata via da casa? di un papà defunto?). Chi ama i libri, pur senza fanatismi idolatrici, mi comprenderà: non ho potuto resistere alla tentazione di controllare cosa fosse stato destinato al macero né, avendo visto tanti titoli di classici per lettori di ogni età (anche per i ragazzini del doposcuola a Ballarò dove do una mano per la formazione dei volontari), di sottrarre all’inglorioso destino almeno PinocchioPiccole donne e i sonetti di Shakespeare.  Con tono molto gentile un dipendente dell’azienda si è accostato e mi ha spiegato che stavo consumando un’irregolarità – anzi, per dirla tutta, un furto –  mettendo a rischio perfino il suo posto di lavoro, con l’accusa di complicità, se si fosse astenuto dal bloccarmi: “Una volta oltrepassato il cancello, tutto ciò che è qua dentro è proprietà della Rap e nessuno può asportarlo a piacimento”.

Ovviamente ho obbedito al cortese invito (facendo finta di dimenticare in una mano un volume di filosofia moderna ormai fuori commercio che avrebbe sostituito degnamente la copia da me regalata anni fa a un’amica), ma accompagnato da un interrogativo: davvero esiste questa normativa così rigida che, per farla rispettare, ci sarebbero (secondo la dichiarazione del mio interlocutore) delle telecamere in funzione? Davvero in una città dove molti accatastano rifiuti in discariche abusive, agli angoli delle strade, si vigila giorno e notte affinché qualche mentecatto come me non remi controcorrente, sottraendo ‘rifiuti’  per arricchire la cultura propria e dei bambini indigenti? 

Sarei felice di una risposta autorevole e, perciò, attendibile. E, se fosse affermativa, chiederei perché in Germania (e  - presumo -  in altri Paesi della stessa unione europea di cui facciamo parte) le amministrazioni pubbliche possono prevedere dei grandi spazi in cui chi vuole deposita ciò che non gli serve più o va a prelevare ciò che altri hanno depositato? Il gentile impiegato della Rap, vedendo l’espressione perplessa del mio viso,  mi ha chiesto a scopo didattico-illustrativo: “Ha idea di cosa succederebbe se uno come lei venisse qua non per rovistare fra i libri, ma tra i computer e i televisori?”. “Penso” – gli ho risposto controllando il tono della voce affinché non risultasse arrogante né derisorio – “che vi semplificherebbe di molto il lavoro e le spese dello smaltimento”. Mi ha guardato senza ribattere, senza  una parola, ma con lo sguardo molto eloquente: “Da uno che raccoglie libri senza preoccuparsi di ingombrarsi casa, mi potevo aspettare un ragionamento sensato?”

 

Augusto Cavadi

www.augustocavadi.com