sabato 5 settembre 2026

Gravidanza per altri e paradigma culturale post-modermo.

L'altro ieri ho pubblicato (anche su questo blog) una recensione al volume di Luana Zanella (La scomparsa della madre) presentato all'Istituto Gramsci di Palermo. 

A beneficio di chi non c'era, pubblico oggi la sintesi del mio intervento a braccio alla presentazione del libro:

https://www.filosofiaperlavita.it/2026/09/gravidanza-per-altri-e-paradigma.html

PS: Approfitto dell'occasione per ricordarvi che potete abbonarvi GRATUITAMENTE agli aggiornamenti automatici di questo sito, progettato come ponte fra alcuni consulenti filosofici italiani e il pubblico interessato alla filosofia-in-pratica e alle pratiche filosofiche in generale.

3 commenti:

Giusi ha detto...

Un po’ prima di questo scenario post-moderno, le pratiche del Vicino Oriente antico rivelano un sistema codificato di "utero in affido" che presenta profonde radici sociali e giuridiche. Un vero e proprio “rimedio” legale alla sterilità della coppia.
Il Codice di Hammurabi prevedeva norme molto precise per le situazioni legate alla procreazione tramite una seconda donna. Le regole principali stabilite dai paragrafi 144 e seguenti riguardano il ruolo della moglie sterile, l’appartenenza giuridica del figlio, tutele e divieti.
I contratti prematrimoniali delle colonie assire (Kültepe-Kanesh), tavolette in cuneiformi risalenti a circa 4.000 anni fa (quindi leggermente anteriori o coeve al codice babilonese), sono illuminanti. In contratti come quello stipulato tra i coniugi Laqipum e Hatala, veniva inserita una clausola esplicita sulla sterilità: se la moglie non aveva figli entro due anni dal matrimonio, era previsto che la coppia ricorresse ad un’altra donna affinché facesse da "surrogata" per generare un erede. La tavoletta di Laqipum e Hatala, custodita nel museo di Istanbul, è considerata il primo documento storico che fa esplicito riferimento all'infertilità e alla maternità surrogata.
Questo istituto giuridico ed etico trova un riscontro speculare nei racconti biblici dei patriarchi, riflettendo un costume culturale comune a tutto il Vicino Oriente antico.

Maria D'Asaro ha detto...

Da tempo desidero complimentarvi per il tuo intervento alla presentazione/dibattito del testo della Zanella: in quel contesto hai volato alto e hai evitato di avvilupparti in una polemica ardua da gestire.

Augusto Cavadi ha detto...

https://www.pressenza.com/it/2026/09/la-maternita-surrogata-tra-liberta-di-scelta-e-condizionamenti/